La passione per i bambini e per il mondo della disabilità sia nell'infanzia che per le altre fasce di età e per la psicologia ha portato Chiara Bertolazzi a fare un percorso sia scolastico che professionale.  

Dopo anni di esperienza lavorativa come operatore socio sanitario, ha intrapreso la scuola di psicomotricità a Verona che si chiama CISERPP (Centro italiano di studi per la ricerca psicomotricità e psi ologia) e dopo 2000 ore di tirocinio pratico e tre anni di scuola ha preso il diploma di psicomotricità con titolo di psicomotricista qualificata.

La psicomotricità come scienza e disciplina vanta anni di storia e da sempre è considerata la più specifica e qualificata professione nel campo della disabilità con le sue terminologie e le sue tecniche.

"Credo in questa professione perché ci sono dei valori importanti che apportano miglioramenti nei bambini, adulti e anziani perché lo psicomotricista è preparato a lavorare col corpo da un punto di vista psico-tonico, psico-fisico e psico-cognitivo integrando mente e corpo attraverso l'uso dell'oggetto come mediatore e lavorando sul tono in tutti gli aspetti: emotivo, sociale, psicologico, relazionale, cognitivo e fisico".

Chiara Bertolazzi è iscritta all'Appi( Associazione professionale psicomotricisti italiani) che tutela il lavoro dello psicomotricista sia da un punto di vista lavorativo, assicurativo e sia legale e lo si può trovare nel sito internet dell'associazione.

Potete trovare Chiara Bertolazzi all'interno del sito dell'Appi nella sezione Mappa dei soci - zona Brescia. 



Ha svolto 2000 ore di tirocinio alla scuola C.I.S.E.R.P.P di Verona sia nelle scuole materne, elementari e asili nido che nelle strutture cliniche gestendo le sedute individuali e di gruppo sia di bambini che di adulti e anziani con problemi fisici, mentali, relazionali riguardo le patologie sul ritardo psicomotorio, ritardo mentale, impaccio motorio, disturbi specifici di apprendimento, disgrafia, problematiche scolastiche, sindrome frontale, spasticità, autismo, disprassie, problemi di comunicazione, disturbi della lateralità e immagine-schema corporeo, instabilità, inibizione, stress e alzheimer.